Quando la censura diventa arte surrealista.
Torno sulla tematica "censura e satira" tanto cara al popolo italiano. Anni e anni di berlusconismo (per quanto mi faccia schifo la parola la uso per comodità) ci hanno insegnato che la satira è qualcosa di sporco e pericoloso e che "si può fare satira ma non insultare e offendere".
Ovvero la satira deve essere innocua, altrimenti diventa diffamazione, insulto, incitamento all'odio ecc.
Come hanno scritto in molti, un giornale come Charlie Hebdo in italia non sarebbe mai potuto esistitere perchè molti si sarebbero offesi, e a differenza della francia in cui se un giornale ti offende non lo compri e basta - a meno che tu non sia un testa di cazzo fondamentalista - in italia sarebbe partito un processo e la pubblicazione sarebbe stata sospesa.
Una bestemmia diventa "vilipendio alla religione", una critica a napolitano diventa "vilipendio al capo dello stato", dire che l'italia è un paese di merda diventa "vilipendio alla nazione" ecc.
In pratica è mentalità comune in Italia che i poteri forti non devono essere toccati se non per accarezzarli con i guanti di velluto.
E' il tipico comandamento mafioso di "non fare incazzare il boss" diventato legge e consuetudine per un intero popolo.
Sembra tuttavia che anche quelli che si considerano liberi pensatori e antagonisti rispetto alla mentalità comune pensino che un qualche limite alla libertà di stampa e d'opinione deve essere posto.
Gran parte della sinistra italiana ad esempio si batte per la libertà di parola e di stampa, salvo poi strillare APOLOGIA DEL FASCISMO!!!11!!!1!! ogni dieci minuti, invocando l'intervento della giustizia contro ogni fesso che fa il saluto romano.
La logica che sta dietro alla censura si basa su due assunti: "alcune idee sono pericolose", e "il popolo è idiota". C'è quindi bisogno di un organo che blocchi sul nascere la diffusione di tali idee per evitare conseguenze spiacevoli.
In un mondo ideale la censura sarebbe inutile: quello che si può e non si può dire sarebbe "censurato" automaticamente dall'opinione pubblica, per cui se io ad esempio dicessi che l'omosessualità è un abominio (o i negri sono mezzi uomini mezzi scimmia, o la mafia in fondo non è sempre un male) sarei immediatamente oggetto del pubblico disprezzo tanto che ci penserei due volte prima di fare un'affermazione simile.
Ma siccome - come postulato in precedenza - il popolo è idiota, troverò invece una schiera di imbecilli pronti a darmi man forte, circondata (ed è questa la cosa più grave) dall'indifferenza di chi non si sente toccato in prima persona dalla cosa. Per cui le mie idee potrebbero effettivamente proliferare e fare danni.
Si preferisce quindi abdicare la responsabilità sociale delle idee che si diffondono tra la gente - che in teoria sarebbe del popolo stesso - ad un organo superiore, ovvero lo stato e i tribunali.
Tale ragionamento sarebbe perfetto, se soltanto si avesse la sicurezza che lo stato - ovvero gli uomini che sono al governo e la magistratura - abbia le buone intenzioni di operare per il bene dei cittadini e le competenze per discernere ciò che è buono da ciò che non lo è.
Tuttavia è molto improbabile che le cose stiano così, molto più probabile - come infatti succede - che lo stato operi per proteggere sè stesso e i poteri forti, e per mantenere lo status quo.
E mantenere lo status quo significa essenzialmente dare un'aura di intoccabilità alle istituzioni e soddisfare i moti dell'animo di un popolo gretto, stupido, disonesto, bacchettone e moralista.
Con la censura della satira si ottiene la prima cosa, dando a tutti la possibilità di querelare, segnalare, minacciare chiunque dica qualcosa che offende tizio e caio (anche se tizio e caio non hanno motivi reali per offendersi) si ottiene la seconda cosa.
Riassumendo, un popolo ha due possibilità: prendersi la responsabilità delle idee che circolano al suo interno, confidando che i coglioni e gli stronzi possano parlare perchè tanto nessuno darà loro credito, o delegare la responsabilità di quello che si può o non si può dire allo stato accollandosi ovviamente che lo stato possa tapparti la bocca in ogni momento se le tue idee danno fastidio.
In italia abbiamo scelto la seconda via.
Ps: Dando a cesare quel che è di cesare, lo spunto per questo post mi è stato dato da questo interessantissimo e infervorato articolo.

